martedì 28 aprile 2015

Giorgia Wurth a Scanu: "Ti ho confuso con Carta, ma le "scanine" mi insultano"

Qualche giorno fa si è scatenato un parapiglia social fra Valerio Scanu e Giorgia Wurth per via di una news in cui l’attrice chiedeva al cantante se fosse Marco Carta. A rispondere sul caso è arrivata la diretta interessata dalla sua pagina Facebook: “Buongiorno – si legge sul social - a tutti (speriamo!). Premessa: mai avrei pensato di alimentare una polemica su una questione a mio avviso priva di alcuna rilevanza ma solo benzina per becero gossip. 


Detto questo, finchè si ride e si scherza va bene, ma essere riempita di insulti per qualcosa di assolutamente ingiusto e deviato, ecco questo no. Mi ferisce e mi fa incazzare. I fatti: è vero che ho scambiato Scanu per Carta, ed è vero che Valerio ha risposto (ironicamente) “no, io so cantare”. Tutto questo è avvenuto davanti a svariati testimoni essendo noi, appunto, in un corridoio di Mediaset. Uno di questi testimoni ha pensato bene di riferire l’accaduto ad un giornalista di Novella 2000 (non certo io per farmi pubblicità, anche perché, mi pare evidente, sarebbe pubblicità negativa. Un autogol insomma). Ora, è vero che ho conosciuto Marco due anni fa, ma è anche vero che io, ahimé, ho poche diotrie e che, come ben sa che mi conosce, ho pochissima memoria, non guardo la televisione, e non leggo giornali di gossip (sono poco alla moda, me ne rendo conto). Quindi sì, ho fatto una gaffe. E mi dispiace e mi scuso se qualcuno si sia sentito offeso, non era certo mia intenzione (anzi!). Gaffe che tra l’altro ho subito chiarito con Marco Carta privatamente. Marco è stato un signore e, come è naturale, si è fatto una bella risata e la cosa è finita lì (credevo!). Invece no. Ci pensa Scanu su twitter ad alimentare la questione. Risultato: io divento la cattiva, la bugiarda, la colpevole. E tutte, cartine e scanine, giù a insultarmi. Sbadata sì, smemorata pure, ma bugiarda o arrivista no.
Comunque, chiarito questo, mi pare evidente che le cose serie, e drammatiche, quelle su cui accanirsi davvero e far sentire la propria voce, siano ben altre, purtroppo. Spero di aver chiarito la faccenda definitivamente, auspico leggerezza e (auto)ironia ma, soprattutto, pace. Quindi io per tutte le volte che .. ti incontrerò .. ti sorriderò (ma soprattutto mi tapperò la bocca)”

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